Cause ed Effetti

La differenza di
temperatura tra zone rurali ed urbane,
dipende da vari fattori:

  • Presenza di corridoi di aria fresca circolante.
  • Bilancio energetico dei materiali utilizzati nelle zone costruite.
  • Evapotraspirazione limitata, dovuta alla riduzione delle superfici permeabili.
  • Calo di Albedo in ambito urbano (Susca et al. 2011).

La crescita dellA POPOLAZIONE

In base ad una proiezione redatta dalle Nazioni Unite (UN, 2004), il picco di crescita della popolazione mondiale verrà raggiunto nel 2075, con oltre 9 miliardi di abitanti.
In linea con questo Trend, sempre più persone si sposteranno a vivere in grandi città (il 54%, secondo il Department of Economic and Social Affairs, nel 2014).
I livelli più alti di urbanizzazione (più del 70% del totale) sono stati raggiunti e sono in continua crescita soprattutto in Europa, America del Nord, America Latina ed Oceania. Il fenomeno è ancora ridotto in Africa ed in Asia ma, nonostante ciò, il numero è in rapido aumento.
La percentuale di persone che vivono in città aumenterà fino al 66% entro il 2050.
Entro il 2030 si prevede che il Suolo urbanizzato triplicherà rispetto alla superficie rilevata nel 2000; con un incremento di 1.2 milioni di Chilometri quadrati (Seto et al. 2012).

URBANIZZAZIONE E CONSUMO DI ENERGIA

Oltre alle zone urbane ed alla popolazione, anche il consumo di energia è in forte crescita. Le Città, attualmente, consumano l’80% dell’energia prodotta.
Gli effetti del Surriscaldamento Globale e della
crescita dello sviluppo economico provocheranno una crescita di domanda di sistemi di raffreddamento.

Le aree raffreddate artificialmente sono cresciute di 12 volte durante il periodo 2000 – 2020 ed è previsto un aumento di richiesta di raffreddamento condizionato di 40 volte entro il 2100 (Lucas & Parisi 2013).

IMPATTO UMANO SUL SUOLO

L’essere umano altera la superficie della Terra da sempre, i cambiamenti artificiali dell’uso del suolo (il taglio degli alberi, la piantumazione di sementi, l’estrazione mineraria e la costruzione di città) hanno cambiato e degradato profondamente la superficie della Terra.
Questo periodo specifico di tempo, contraddistinto dalle attività umane, è stato definito “antropocene”.
Ad oggi, più del 50% della superficie terrestre globale, è stata alterata dalle attività dell’uomo (Pedraza et al. 2012), solo nel periodo 1945 – 1995, il 17% del suolo vegetato primordiale è stato degradato da deforestazione e attività industriali (Daily 1995).
Studi compiuti da Pedraza, Hooke & Martin-Duque (2012) mostrano che nel 2050, la popolazione mondiale occuperà quasi il 50% del suolo disponibile sul nostro pianeta.
Le proiezioni dimostrano, tra le altre attività, che la percentuale di suolo ricoperto dall’espansione delle città è in considerevole aumento.
La degradazione del suolo da parte degli esseri umani è dovuta soprattutto alla crescita della popolazione, all’urbanizzazione, agli interessi economici ed alla produzione di cibo.

IMPERMEABILIZZAZIONE DEL SUOLO

Oggi, in Europa, il rapporto suolo cementificato (sigillato, impermeabilizzato) per abitante corrisponde a 200 mq (IASS 2013).
Si prevede che la superficie cementificata e impermeabile nelle città, triplicherà entro il 2030 nei paesi sviluppati (IASS 2013).

Oltre all’aumento di domanda di spazi vivibili dovuto all’incremento della popolazione, si registra anche un aumento di richiesta di spazio pro capite.
Questi due trend causeranno l’aumento del numero, delle dimensioni e della densità delle Città nei paesi sviluppati.

ALTERAZIONE DEL CICLO DELL’ACQUA E PRECIPITAZIONI VIOLENTE

Il cambiamento imponente nell’uso del suolo influenza notevolmente le risorse disponibili di acqua.
Inoltre l’anidride carbonica (CO2), previamente intrappolata nel terreno e nelle piante, viene rilasciata nell’atmosfera, contribuendo al cambiamento ed al surriscaldamento climatico globale. L’impermeabilizzazione del suolo, provoca, localmente, un incremento di calore sensibile.
Questo fenomeno provoca, a sua volta, un calo sensibile di evapotraspirazione combinata tra Pianta e Suolo ed una conseguente diminuzione di precipitazioni (Wei et. al. 2009). La conseguenza di questa catena di eventi sono le precipitazioni violente, le alluvioni e i periodi di siccità (Pedraza et al. 2012, Wei et al. 2009).Il ciclo dell’acqua sulla Terra è suddiviso in locale (Small water cycle) e globale (large water cycle).Mentre l’ultimo è il risultato dello scambio tra terraferma e oceano (Kravcik et al. 2008), Il ciclo locale riguarda il rapporto tra evaporazione e precipitazioni su un ambiente terrestre determinato.
La ricerca (Kravcik et al. 2008) dimostra che il 50-65% dell’acqua terrestre “ritorna” tramite precipitazioni ripetute sulla stessa area (Città).
Qualsiasi variazione/alterazione di uso del Suolo altera inevitabilmente il ciclo di scambio Acqua-Energia all’interno dell’intera Atmosfera terrestre.
Il cambiamento del ciclo globale e locale dell’acqua influenza il clima del pianeta (Wei et al. 2009). L’alterazione del suolo impatta soprattutto il ciclo dell’acqua locale.